
Occupazione Italia – Tasso Istat al 62,4% febbraio 2026
Il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti nel biennio 2025-2026. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, il tasso di occupazione si è attestato al 62,4% a febbraio 2026, registrando un calo di 0,2 punti percentuali rispetto al picco del 62,7% raggiunto nel febbraio dell’anno precedente. La serie storica evidenzia un percorso di lento ma costante recupero dall’ultimo minimo registrato nel 2013, quando l’indicatore toccò il 54,8%.
L’analisi dei dati mensili rivela dinamiche differenziate per segmento. La crescita occupazionale del 2025, pari a +0,2-0,9 punti percentuali su base annua, è stata trainata prevalentemente dalle donne e dalla fascia over 50, mentre il tempo determinato ha mostrato una contrazione. Nel contempo, il tasso di disoccupazione è sceso strutturalmente, attestandosi al 5,3% a febbraio 2026, in calo rispetto alla forbice 11-12% registrata nel triennio 2016-2018.
Qual è il tasso di occupazione attuale in Italia secondo ISTAT?
I punti chiave dell’ultimo rapporto
- Il numero di occupati è sceso di 29.000 unità rispetto a gennaio 2026, fermandosi a 24,15 milioni
- Su base annua, tuttavia, si registra una crescita di 13.000 unità rispetto a febbraio 2025
- Il tasso di disoccupazione è salito al 5,3%, con 36.000 disoccupati in più rispetto al mese precedente
- La disoccupazione giovanile si attesta al 17,6%, in miglioramento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente
- Donne e lavoratori over 50 continuano a trainare la crescita occupazionale
- I contratti a tempo indeterminato e il lavoro autonomo compensano il calo del tempo determinato
Snapshot dei mesi recenti
| Periodo | Tasso Occupazione | Variazione | Occupati | Fonte |
|---|---|---|---|---|
| Febbraio 2026 | 62,4% | -0,2 p.p. | 24,15 mln | ISTAT |
| Gennaio 2026 | 62,6% | +0,2 p.p. | 24,18 mln | ISTAT |
| Dicembre 2025 | 62,6% | Stabile | 23,95 mln | ISTAT |
| Novembre 2025 | 62,6% | -0,1 p.p. | 23,98 mln | ISTAT |
| Ottobre 2025 | 62,7% | +0,1 p.p. | 24,12 mln | ISTAT |
| Giugno 2025 | 62,9% | Stabile | 24,33 mln | ISTAT |
Evoluzione storica del tasso di occupazione in Italia
Andamento dal 2004 al 2026
La serie storica del tasso di occupazione italiano (fascia 15-64 anni) delineata dall’ISTAT racconta un percorso segnato da crisi e recovery. Il punto di partenza del 2004 colloca l’indicatore in un’area compresa tra il 58% e il 60%, con una media calcolata al 58,05% per l’intero periodo fino al 2026. La crisi finanziaria globale del 2008 e, soprattutto, la successiva crisi del debito sovrano europeo hanno determinato una discesa prolungata.
Il minimo storico recente si registra nel 2013, quando il tasso di occupazione crolla al 54,8%. Da quel momento ha inizio una fase di graduale risalita, interrotta da fasi di stagnazione ma mai da nuovi tracolli. Il 2025 rappresenta l’anno del consolidamento: il tasso oscilla tra il 62,5% e il 62,9%, raggiungendo il massimo del 62,7% a febbraio e a ottobre.
I dati ISTAT per il 2026 sono provvisori e soggetti a revisione. Le rilevazioni mensili possono subire aggiustamenti nei mesi successivi, come previsto dalla metodologia dell’istituto. Per questo motivo, le variazioni di pochi decimali vanno interpretate con cautela.
Il decennio 2016-2026: dalla crisi alla stabilizzazione
L’analisi del periodo 2016-2026 evidenzia trasformazioni strutturali significative. Nel 2016 il tasso di disoccupazione si collocava ancora nella fascia 11-12%, eredità della doppia recessione 2008-2009 e 2011-2013. Dieci anni dopo, nel 2026, il dato è sceso al 5,3%, con una contrazione di circa sei punti percentuali. Un miglioramento analogo ha caratterizzato la disoccupazione giovanile, passata dal 30-40% a valori compresi tra il 17,6% e il 20,1%.
Parallelamente, il tasso di occupazione è salito di circa sette punti percentuali, passando dal 55-58% del biennio 2015-2016 all’attuale 62,4-62,7%. Questo recupero, tuttavia, non ha eliminato alcune debolezze strutturali. Il confronto con la media europea mostra che l’Italia rimane significativamente al di sotto dei principali partner, con un differenziale che attualmente si stima in diversi punti percentuali.
Grafici e dati visivi sul tasso di occupazione Italia
Come leggere l’andamento
La rappresentazione grafica della serie storica del tasso di occupazione italiano (15-64 anni) mostra una traiettoria riconoscibile. Una linea parte dal valore del 54,8% nel 2013, sale con pendenza moderata attraversando la fascia 57-59% nel triennio 2017-2019, accelera lievemente dopo il 2020 e raggiunge il plateau del 62,5-62,9% nel corso del 2025. Un lieve arretramento porta l’indicatore al 62,4% a febbraio 2026.
La stessa rappresentazione, incrociata con il tasso di disoccupazione, rivela un andamento speculare ma con tempistiche differenti. Mentre l’occupazione è cresciuta in modo graduale e continuo, la disoccupazione è scesa più rapidamente nelle fasi iniziali del recupero (2014-2017), per poi rallentare il miglioramento. Negli ultimi anni, la disoccupazione si è stabilizzata nella banda 5,3-6,3%, segnalando l’avvicinamento a livelli di equilibrio strutturale.
Cosa dicono i dati demografici
L’esame dei dati disaggregati per età e genere rivela pattern distintivi. La fascia over 50 ha registrato la crescita più sostenuta nell’ultimo biennio, con tassi di occupazione in aumento sia per le donne sia per gli uomini di questa classe di età. Le lavoratrici donne hanno invece contribuito in modo determinante al risultato complessivo del 2025, compensando parzialmente le difficoltà dei segmenti più giovani.
La fascia giovanile (15-34 anni) presenta segnali più ambigui. Se il tasso di disoccupazione giovanile è sceso dall’area 20-25% al 17,6-20,1%, il tasso di occupazione giovane rimane strutturalmente basso. Il contratto a tempo determinato ha mostrato una contrazione che colpisce in misura proporzionalmente maggiore proprio le fasce più giovani della forza lavoro, penalizzate da una segmentazione del mercato che privilegia i lavoratori con maggiore esperienza.
Situazione della disoccupazione in Italia
I numeri più recenti
A febbraio 2026, il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto il 5,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Il numero di disoccupati si è portato a 1,357 milioni di persone, con un incremento di 36.000 unità rispetto a gennaio. Il dato segna un’inversione rispetto al trend di contrazione che aveva caratterizzato buona parte del 2025.
Nel corso del 2025, la disoccupazione aveva mostrato un miglioramento più marcato. A giugno, il tasso si attestava al 6,3% con 1,6 milioni di disoccupati, in calo di 94.000 unità rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’Istituto Nazionale di Statistica ha registrato una contrazione media annua di circa 0,3 punti percentuali, portando l’indicatore dalla fascia 6-6,5% all’attuale 5,3%.
Un fenomeno correlato meritevole di attenzione è la crescita degli inattivi. Il tasso di inattività si attesta al 33-34% della popolazione in età lavorativa, con un incremento di 0,2 punti percentuali su base trimestrale. Questo suggerisce che parte della popolazione ha cessato la ricerca attiva di lavoro, uscendo dal mercato piuttosto che registrarsi come disoccupata.
Disoccupazione giovanile e prospettive
La disoccupazione giovanile, tradizionalmente la componente più problematica del mercato del lavoro italiano, ha registrato miglioramenti significativi nell’ultimo anno. Il tasso è sceso da valori superiori al 20% fino al 17,6% a febbraio 2026, con un calo di un punto percentuale su base annua. A giugno 2025, il dato si era spinto fino al 20,1%, pur mantenendosi in contrazione di 1,4 punti rispetto all’anno precedente.
Il miglioramento non deve tuttavia nascondere il permanere di criticità strutturali. Il gap rispetto alla media europea resta ampio, e la qualità dell’occupazione giovanile resta un problema: la prevalenza di contratti a termine e le difficoltà di transizione verso impieghi stabili caratterizzano ancora oggi l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Tappe fondamentali del mercato del lavoro italiano (2013-2026)
- 2013 – Minimo storico del tasso di occupazione al 54,8%, conseguenza della doppia recessione 2008-2009 e 2011-2013
- 2015-2016 – Fase di stabilizzazione con tasso di occupazione nella fascia 55-58% e disoccupazione al 11-12%
- 2020 – Effetto pandemia con contrazione temporanea dell’occupazione, seguita da rapido recupero
- 2023-2024 – Consolidamento su livelli superiori al 60%, con disoccupazione in calo verso il 5,5-6%
- Febbraio 2025 – Raggiungimento del picco recente di occupazione al 62,7%
- Ottobre 2025 – Nuovo massimo coincidente a 62,7% con 24,12 milioni di occupati
- IV trimestre 2025 – Stabilizzazione al 62,5% con disoccupazione al 5,6%
- Febbraio 2026 – Arretramento a 62,4% con tasso disoccupazione al 5,3%
Cosa sappiamo con certezza e cosa resta incerto
Le statistiche ISTAT relative al 2026 sono provvisorie e soggette a revisione nei mesi successivi alla pubblicazione. Questo significa che i valori precisi potrebbero subire aggiustamenti, sebbene le tendenze generali difficilmente vengano ribaltate.
| Aspetto | Informazioni confermate | Elementi incerti |
|---|---|---|
| Tasso occupazione feb 2026 | 62,4% (fonte ISTAT provvisorio) | Revisioni possibili nei prossimi mesi |
| Tasso disoccupazione feb 2026 | 5,3% | Impatto delle prossime rilevazioni |
| Numero occupati | 24,15 milioni | Dettaglio per settore non ancora disponibile |
| Trend 2025 | Crescita media annua +0,2-0,9% | Previsioni per il 2026 non disponibili |
| Driver crescita | Over 50 e donne | Durabilità del trend nel medio termine |
Analisi e contesto del mercato del lavoro italiano
Il posizionamento dell’Italia nel panorama occupazionale europeo rimane inferiore alla media dei principali partner dell’Unione. Il tasso di occupazione italiano, pur avendo recuperato terreno significativo dal minimo del 2013, continua a scontare un gap strutturale rispetto a Germania, Francia e ai paesi nordici. Il differenziale si stima nell’ordine di diversi punti percentuali, un divario che riflette debolezze di lungo periodo nel sistema produttivo e nelle politiche del lavoro.
Le dinamiche recenti mostrano una trasformazione nella composizione dell’occupazione. La crescita dei contratti a tempo indeterminato e del lavoro autonomo ha parzialmente compensato la contrazione del tempo determinato, suggerendo una stabilizzazione qualitativa del tessuto occupazionale. Tuttavia, la crescita degli inattivi (33-34% della popolazione in età lavorativa) indica che una quota significativa della popolazione resta ai margini del mercato del lavoro, rinunciando alla ricerca attiva di un impiego.
Il contesto macroeconomico 2025-2026 presenta elementi di incertezza che potrebbero influenzare le prospettive occupazionali. La produzione industriale ha mostrato segnali contrastanti nel biennio, e le previsioni per i prossimi mesi non offrono elementi di chiarezza definitiva. Per un’analisi più ampia del quadro macroeconomico, si rinvia alla pagina dedicata all’economia italiana e le sue prospettive.
Fonti e citazioni
Il tasso di occupazione in Italia è sceso al 62,4% a febbraio 2026, rispetto al 62,6% di gennaio, dopo aver toccato il massimo del 62,7% nel febbraio dell’anno precedente.
— ISTAT, Comunicato stampa occupati e disoccupati, febbraio 2026
Il tasso di occupazione (15-64 anni) in Italia nel periodo 2004-2026 ha registrato una media del 58,05%, con un minimo del 54,8% nel 2013 e un massimo del 62,7% a febbraio 2025.
— Trading Economics, dati ISTAT aggregati
Le fonti principali consultate per questa analisi includono l’Istituto Nazionale di Statistica, con i suoi comunicati mensili sulla forza lavoro, la piattaforma Trading Economics per il confronto storico, e i dati governativi sulla programmazione economica. Per un approfondimento settoriale, si può consultare la pagina sulla produzione industriale italiana.
Riepilogo: il mercato del lavoro italiano a inizio 2026
Il tasso di occupazione in Italia si attesta al 62,4% a febbraio 2026, in calo di 0,2 punti rispetto al picco del 62,7% del febbraio 2025. Il numero di occupati è sceso a 24,15 milioni, mentre la disoccupazione è salita al 5,3% con 1,357 milioni di persone senza lavoro. Nonostante il rallentamento congiunturale, il trend di lungo periodo resta positivo: dal minimo del 54,8% nel 2013, l’occupazione è cresciuta di quasi otto punti percentuali, con miglioramenti significativi anche per disoccupazione giovanile e differenze di genere. Le sfide strutturali permangono, a partire dal gap con la media europea e dalla quota elevata di inattivi.
Domande frequenti
Qual è l’ultimo dato ufficiale sul tasso di occupazione in Italia?
Secondo i dati provvisori ISTAT di febbraio 2026, il tasso di occupazione (15-64 anni) è pari al 62,4%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio e di 0,3 punti rispetto al picco di febbraio 2025.
Quante persone sono occupate in Italia?
A febbraio 2026, il numero di occupati si attesta a 24,15 milioni, in calo di 29.000 unità rispetto a gennaio ma in crescita di 13.000 rispetto a febbraio 2025.
Qual è il tasso di disoccupazione attuale?
A febbraio 2026 il tasso di disoccupazione è salito al 5,3%, con 1,357 milioni di disoccupati, in aumento di 36.000 unità rispetto a gennaio.
Come è cambiata la disoccupazione giovanile?
La disoccupazione giovanile si attesta al 17,6% a febbraio 2026, in miglioramento di un punto percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Qual è stato il valore minimo del tasso di occupazione?
Il minimo storico recente è stato registrato nel 2013, quando il tasso di occupazione è sceso al 54,8% a causa della crisi del debito sovrano europeo.
Quali fasce hanno trainato la crescita occupazionale?
La crescita del 2025 è stata trainata principalmente dalle donne e dai lavoratori over 50, mentre il tempo determinato ha registrato una contrazione.
Come richiedere i dati sulla disoccupazione in Italia?
I dati ufficiali sono disponibili sul sito dell’ISTAT nella sezione comunicati stampa mensili su occupati e disoccupati. Per approfondimenti tematici, EURES fornisce informazioni sul mercato del lavoro italiano.
Dove trovare aggiornamenti mensili sull’occupazione?
L’ISTAT pubblica un comunicato stampa mensile con i dati provvisori su occupati e disoccupati. Trading Economics aggrega i dati storici consentendo confronti di lungo periodo.